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Ermanno Olmi
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Ermanno Olmi biografia

Nato a Bergamo nel 1931, Ermanno Olmi è regista, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, produttore cinematografico e scenografo italiano. Orfano di padre si trasferisce giovanissimo a Milano per iscriversi all'Accademia d'Arte Drammatica, seguendo i corsi di recitazione.

Fra il '53 e il '61, gira una trentina di documentari, fra i quali "La diga sul ghiacciaio" (1953), "Tre fili fino a Milano" (1958) e "Un metro è lungo cinque" (1961). In questi anni di lavoro Olmi segna la prima traccia della sua filmografia, vale a dire l'attenzione per l'uomo di origini umili.

Conquisterà i favori della critica con "Il posto", opera su due giovani alle prese con il loro primo impiego. L'attenzione per il quotidiano, per le cose della vita di tutti i giorni viene ribadita anche in "I fidanzati" (1963), seguita anche dal più intimista "E venne un uomo" (1965) con Rod Steiger biografia di Papa Giovanni XXIII. Nel 1977 Olmi firma il suo capolavoro: "L'albero degli zoccoli" ambientato in una cascina vicino a Bergamo, alla fine del secolo scorso, abitata da cinque famiglie contadine. Il film diviene un grande successo in Italia e in tutto il mondo, tanto da guadagnarsi la Palma d'Oro a Cannes, il César per il miglior film straniero, i Nastri d'Argento per la miglior fotografia, regia, sceneggiatura e soggetto originale.

Dopo una lunga interruzione ritorna sulle scene con il cortometraggio "Milano" (1983) premiato con il nastro d'argento. Ottiene il Leone d'Oro al Festival di Venezia grazie a "La leggenda del santo bevitore" (1988), tratto dall'omonimo racconto di Joseph Roth.

Nel 2001 ancora un successo notevole con "Il mestiere delle armi", biografia di Giovanni delle Bande Nere che gli permette di aggiudicarsi ben quattro David di Donatello (miglior regia, film, produzione e sceneggiatura). Il pacifista "Cantando dietro i paraventi" (2003) conquista il Nastro d'Argento per il miglior soggetto, mentre nel 2005, con il corale "Tickets" (realizzato con Kiarostami e Loach) si allarga definitivamente la sua visuale anche al resto del mondo e non più semplicemente allo squarcio italiano.

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