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Antonella Lualdi
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Antonella Lualdi biografia

Antonella Lualdi, pseudonimo di Antonietta De Pascale, attrice e cantante italiana, nata a Beirut nel 1931.

Figlia di un ingegnere civile italiano, incaricato di progettare un ponte in quella città, che sposò una ragazza egiziana di origine greca che viveva in Libano. Bellezza bruna mediterranea ma fine e tutt'altro che aggressiva, negli anni Cinquanta ha spesso impersonato la tipica ragazza italiana e nel decennio seguente la donna fatale.

Valorizzata dal cinema francese con "Quando le donne amano" (1953) di Christian-Jaque e "L'uomo e il diavolo" (1955) di Autant-Lara.

In Italia ha dato il meglio di sé con "Tre storie proibite" (1953), "Cronache di poveri amanti" (1954), "Padri e figli (1957) tratto dall’omonimo romanzo di Turgenev, anche se le sue doti drammatiche non sono mai state sfruttate a pieno.

Viene considerata subito una star al pari della Bosè e della Lollobrigida; negli anni cinquanta raccoglie vari successi come "Miracolo a Viggiù" (1951), "Ha fatto 13" (1951), "La cieca di Sorrento" (1952), "È arrivato l’accordatore" (1952), "Il cappotto" (1952) di Alberto Lattuada.

Dopo una gavetta teatrale durata cinque anni, compare a diciannove anni nel film musicale “Signorinella” (1949); di seguito nello stesso anno compare anche in “Canzoni per le strade”, durante la cui lavorazione conosce l’attore Franco Interlenghi che sposerà nel 1955. Le nozze fanno successo e i due recitano in "Il più comico spettacolo del mondo" (1953), "Pietà per chi cade" (1954) e "Gli Innamorati" (1955). Senza il marito lavora in "A Parigi in vacanza" (1957), "Il colore della pelle" (1959), "I delfini" (1960), "Appuntamento ad Ischia" (1960) "Il disordine" (1962), "Gli imbroglioni" (1963), "Se permette parliamo di donne" (1964) - regia di Ettore Scola e attore protagonista Vittorio Gassman e "La colonna di Traiano" (1969).

Il suo successo dagli anni settanta cala e ottiene solo piccole parti.

Decide allora di dedicarsi alla sua passione per la canzone e frequenta la casa discografica CAM per la quale incide il quarantacinque giri "Il sogno" che le regala un po’ dell’antica popolarità.

Nel 1992 dopo più di un decennio di assenza dallo schermo ottiene finalmente il riconoscimento sperato da parte del pubblico televisivo apparendo nella serie televisiva francese "Il commissario Cordier" nel ruolo di Lucia Cordier, moglie italiana del protagonista.

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